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Moncenisio


Dal 10 al 12 agosto si è svolta la nuova Expedition, che ha visto protagonista la zona intorno al Colle del Moncenisio. Qui sono presenti molte opere ed in particolare si è puntata l'attenzione su Forte Varisello, Malamot e Pattacroce pur visitando anche quelle che si trovano vicine a queste.

Il primo giorno l'attenzione è stata per la Batteria La Court ed il Forte Cassa, per poi spostarci verso il Forte Varisello, la cui visita ed esplorazione ha impegnato per buona parte del tempo. Già la prima giornata ha dato molta soddisfazione, complice anche il buon tempo e la vicinanza delle opere alla partenza.

Il secondo giorno è stato incentrato sui forti Malamot e Pattacroce; per il forte Malamot si è risalito il sentiero militare che, passato forte Varisello, permette di arrivare sulla vetta dell'omonimo monte a quota 2914, raggiunto con circa 900 m. di dislivello. Lungo il percorso è stata visitata la Batteria 82, che risulta essere orientata verso il colle ed il sottostante lago; poco prima di incontrare una serie di casermette, in stato ormai di abbandono e prive del tetto, è stata visitata una piccola opera sul fiano del monte situtato frontalmente al Malamot. Raggiunto il Malamot, si nota vicino alla caserma presente sulla vetta una torretta nella quale non si è potuti entrare a causa della neve che ne riempiva l'ingresso; la posizione del forte è dominante e di assoluto controllo. Nella discesa verso il Pattacroce, è stato possibile visitare le batterie 8 e 9 che non risultano molto grandi ma interessanti per la posizione rispetto alle opere principali. Dalla batteria 9 si è proseguito scendendo la dorsale fino a raggiungere il Pattacroce, che si presenta più ampio del Malamot ed ha impegnato un buon tempo per visitarlo quanto più possibile. Anche in questa giornata il tempo è risultato buono e questo ha aiutato.

Il terzo giorno era incentrato sulla visita a Forte Roncia, che si trova vicino alla partenza, che è in fase di ristrutturazione per essere adibito a centro visita; prima di raggiungere il forte è stato visitato il Centro 22 e la Batteria 84 che hanno un buon sviluppo al loro interno, interessante anche la scala interna che permetta di raggiungere la torretta. Dopo il Roncia, l'attensione è stata per il Centro 23, abbastanza simile ai due precedenti e con uno stretto e basso corridosio di ingresso/uscita, alternativo a quello principale posto, poco distante, sul fianco dell'opera. In questa occasione il tempo è stato meno favorevole ma non ha comunque impedito di rispettare il programma stabilito.

E' stata una spedizione interessante che ha permesso di visitare bene e con dettaglio quasi tutte le opere presenti; il risultato della tre giorni è ampiamente positivo ed il materiale fotografico raccolto è stato numeroso.

Erano presenti: Riki, Marta, Luigi, Stefano, Pina, Vito, Sergio, Pino e Maurizio.

Le foto II giorno

Le foto III giorno

Serate CAI

Presso la sede del CAI Ligure, in Galleria Mazzini a Genova, si sono svolte due serate dove sono state presentate immagini e video delle prime tre "expedition".

La serata del 22 marzo, dedicata al forte Chaberton ha avuto buonissima partecipazione ed interesse da parte di chi ha assistito; per la prossima estate non è escluso un ritorno per visitare nuovamente il forte.

Benissimo anche la serata del 12 aprile dedicata al Pasubio ed al monte Piana; ancora numerosi i partecipanti e tanta attenzione alle spiegazioni dei due territori e sulle disposizioni territoriali dei due eserciti, austriaco ed italiano. Ottimi i due video che hanno catturato l'attenzione dei presenti.

Batteria Sapelli


La 606° Batteria Sapelli  si trova sulla dorsale che scende verso sud dalla cima del Monte Agnellino ad una quota di circa 1800 m, e con le sue feritoie che fanno capolino fra grosse placche rocciose che dominano l’accesso al Vallone del torrente Bieugne che sale al Lago artificiale delle Meches, caratterizzato da un evidente diga.
Provenendo da Ventimiglia si risale la Val Roya fino a Tenda. Appena superato il ponte sul Torrente omonimo all’ingresso del paese si reperisce a meno di un centinaio di metri sulla sinistra una deviazione che risale in circa 6 km verso la Costa di Spegi (paline di legno). La vecchia rotabile sempre asfaltata con un buon numero di tornanti supera a quota 1230m un bivio a sinistra che bisogna trascurare e che porta allo Chemin de Valaire. Si continua invece sulla strada asfaltata e con un ultima fitta serie di 5 tornanti si raggiunge un piccolo ponte nei cui pressi bisogna lasciare l’auto (qualche slargo prima oppure dopo il ponte) ; siamo a quota 1333m.
Bisogna reperire pochi metri prima del ponte uno sterrato a sinistra (sempre a monte) che risalendo con brevi tornanti giunge nei pressi di un evidente casolare in pochi minuti di cammino. Sempre sulla sinistra bisogna rintracciare un sentiero / mulattiera che in falsopiano e in direzione Nord-Ovest prosegue sempre in leggera salita e passando davanti ad un altro casolare ristrutturato, giunge ad una serie di fasce erbose.  (sulla destra in alto si può notare sulla spalla erbosa il malloppo di un osservatorio raggiungibile con breve digressione a destra). 
A questo punto risalendo in fuori traccia le fasce sempre circa in direzione NO si raggiunge un'altra stradina sterrata che in breve conduce alle Granges Vergou (vedi carta IGN) fra un casolare in buone condizioni ed altri ruderi sparsi nella vegetazione (siamo a circa quota 1575m).
Si segue sempre lo stradino in terra battuta che costeggia a destra il casolare e con una serie di tornanti abbastanza comodi prende circa 100 metri di dislivello per poi proseguire pianeggiante (tenere sempre a sinistra) fin sotto la grande torre rocciosa della Pointe de Vergou (1914m) che ci domina dall’alto (siamo a circa quota 1669m) e in lontananza si vedono già le feritoie della Batteria Sapelli.
Ora il percorso è monotono e sempre in leggera salita fino a quota 1680m dove riprende a salire sempre costeggiando il versante sud della Cime du Pretre (2142m).
Ci stiamo avvicinando alle placche rocciose che velocemente attraversiamo in una zona terrazzata da bei muretti a secco che sostenevano una specie di corpo di guardia ed una piazzola con un piccolo ballatoio con un paio di scalini che ricorda un luogo da adunata della truppa.
In pochi minuti raggiungiamo un incassato canale con un piccolo e stretto ghiaione che con un paio di tornanti un po’ franati, ma ancora leggibili sul terreno, ci porta davanti all’ingresso della 606° Batteria Sapelli con la sua porta-garitta situata sotto uno strapiombo. (sono passate circa 1.30h - 2.00h dalla partenza dal ponte a quota 1333m). Rientro per lo stesso itinerario.

Le foto

Nota: L’itinerario descritto se praticato in stagione autunnale / invernale (neve permettendo) non crea grossi problemi di reperimento (comunque utile bussola e altimetro), ma in stagione estiva possono esserci difficoltà dovute alla vegetazione sicuramente più rigogliosa e infestante.

L'ingresso della Batteria

Lagazuoi

Mini spedizione risalendo la galleria che dal passo Falzarego porta alla cima del Lagazuoi; lungo la salita (circa 600 m.) quasi interamente all'interno della galleria, si possono notare le postazioni di tiro e di osservazione. Sono ben presenti i segni e la fatica che è costata per costruire questa opera, che durante la 1a Guerra Mondiale tra il 1915 ed il 1917 ha visto fronteggiarsi gli eserciti italiani ed austriaci.
Una delle uscite della galleria

Forte Montecchio

Un ritorno a Forte Montecchio ma la fortificazione merita di essere rivista. L'opera di trova a Colico, sul lago di Como, ed è una fortificazione che fa parte del Sistema Difensivo della Frontiera Nord (linea Cadorna) ed è ancora in ottime condizioni. All'interno si trovano i materiali originali risalenti alla 1a Guerra e ancora, volendo, manovrabili ed in funzione.

Le foto

Pezzi da 149